Indebitamento aziendale: qual è la differenza tra debiti buoni e debiti cattivi

Quando si parla di debito aziendale ci si riferisce a tutte quelle passività finanziarie che un’impresa ha contratto con istituti di credito, fornitori, dipendenti, enti previdenziali e con lo Stato. Si tratta di obbligazioni di pagamento che l’azienda ha assunto e che rappresentano un impegno finanziario da onorare.

I debiti possono avere origini differenti. Ad esempio, un’impresa può finanziare gli investimenti accendendo prestiti bancari oppure può acquistare materie prime da fornitori ottenendo dilazioni di pagamento. Anche gli stipendi e i contributi previdenziali dei dipendenti rientrano tra le fonti di indebitamento. Insomma, i debiti aziendali nascono dall’esigenza di reperire liquidità per sostenere l’operatività e la crescita del business.

Cause dell’indebitamento aziendale

Diverse possono essere le ragioni che spingono un’azienda ad indebitarsi. Innanzitutto, l’indebitamento può servire per finanziare nuovi investimenti in beni strumentali, come impianti o macchinari, al fine di ampliare la capacità produttiva.

Un’altra causa di indebitamento può essere la necessità di sostenere il capitale circolante, ad esempio per fronteggiare un aumento delle scorte o per finanziare i crediti verso i clienti. Anche l’espansione attraverso fusioni e acquisizioni gravano sulla posizione debitoria dell’impresa.

Non vanno poi sottovalutate le ragioni congiunturali, come i periodi di crisi economica che costringono le aziende ad indebitarsi per mantenere i livelli di attività. Infine, una cattiva gestione finanziaria può portare ad un eccessivo ricorso al debito per coprire perdite o squilibri di bilancio.

Gestire con oculatezza la leva finanziaria è indispensabile per non mettere a rischio la salute aziendale.

Debiti aziendali: quando sono buoni o cattivi

Differenza tra debiti funzionali e debiti patologici

In ambito economico-aziendale, i debiti vengono classificati in due categorie principali: debiti funzionali e debiti patologici. Questa distinzione serve per valutare la qualità dell’indebitamento di un’impresa.

I debiti funzionali sono quelli generati dal normale funzionamento aziendale e servono per finanziare investimenti produttivi, innovazione, espansione del business. Si tratta di debiti “virtuosi”, accesi per generare valore futuro.

I debiti patologici invece derivano da squilibri finanziari ricorrenti, cattiva gestione, scelte improduttive. Sono debiti che non contribuiscono a migliorare la redditività aziendale e che segnalano problemi più profondi.

Indicatori per analizzare la qualità del debito

Gli analisti finanziari utilizzano vari indicatori per valutare se i debiti di un’impresa sono funzionali o patologici. Eccone alcuni:

– Indice di indebitamento: debiti/patrimonio netto. Se elevato, può indicare un eccesso di debiti patologici.

– Indice di onerosità degli oneri finanziari: oneri finanziari/ricavi. Se alto, i debiti generano troppi interessi passivi.

– Rotazione del magazzino: indice di quanto velocemente le scorte si trasformano in liquidità. Bassa rotazione segnala problemi nel capitale circolante.

– Incidenza debiti verso banche sul fatturato. Se crescente nel tempo, può indicare un eccessivo ricorso a finanziamenti onerosi.

Analizzando questi e altri indici nel tempo, è possibile valutare se i debiti aziendali sono sotto controllo o stanno assumendo una connotazione patologica.

Gestisci l’indebitamento aziendale come una leva di crescita

Strategie per gestire l’indebitamento

Per gestire in modo efficace l’indebitamento aziendale è importante adottare alcune strategie fondamentali:

– Monitorare costantemente la propria posizione finanziaria, analizzando il livello e la qualità dei debiti attraverso gli indici visti in precedenza.

– Pianificare attentamente le necessità di finanziamento, senza indebitarsi in modo avventato ed eccessivo.

– Prediligere i debiti a medio-lungo termine, che consentono maggiore flessibilità rispetto a quelli a breve.

– Negoziare con gli istituti di credito condizioni vantaggiose ed eventuali riscadenziamenti dei debiti onerosi.

– Mantenere una diversificazione delle fonti di finanziamento, senza dipendere eccessivamente dal credito bancario.

– Abbattere i debiti patologici e ristrutturare quelli funzionali secondo piani di rientro sostenibili.

– Adottare politiche commerciali che consentano di ridurre i tempi di incasso e ottimizzare la gestione della liquidità.

Seguendo questi principi guida è possibile gestire al meglio l’equilibrio finanziario aziendale, trasformando l’indebitamento in una leva di sviluppo anziché un rischio.

Trasformare l’indebitamento in opportunità

Un approccio strategico all’indebitamento consente di trasformare i debiti da peso a opportunità di crescita.

Ad esempio, i debiti funzionali possono essere utilizzati per acquisire nuovi asset produttivi che incrementino efficienza e competitività. Oppure per finanziare attività di ricerca e sviluppo finalizzate a lanciare innovazioni di prodotto altamente remunerative.

Anche operazioni di merger and acquisition possono essere facilitate dal ricorso a debiti virtuosi, per incorporare realtà complementari ed espandere quote di mercato.

Senza contare che, la corretta gestione del capitale circolante consente di ridurre il fabbisogno di liquidità e di evitare onerosi debiti di funzionamento.

Infine, i debiti possono essere rinegoziati e ristrutturati per ridurre gli oneri finanziari, allungare le scadenze, rendere più sostenibile il loro rimborso.

Supporto di esperti per il risanamento debitorio

Quando la situazione debitoria rischia di sfuggire al controllo, può essere opportuno rivolgersi a professionisti esterni specializzati nel risanamento debiti

Queste figure possono effettuare una diagnosi approfondita della sostenibilità e qualità dell’indebitamento, per poi elaborare un piano efficace di ristrutturazione. Tramite la loro competenza, è possibile ottenere migliori condizioni dalle banche, dilazioni più ampie dai fornitori, sgravi fiscali e contributivi.

In più, gli advisor possono supportare nella richiesta di finanziamenti ponte per superare eventuali tensioni di liquidità. E possono ricorrere a soluzioni quali il consolidamento debiti per semplificare la posizione verso le banche.

Il turnaround debitorio richiede interventi complessi e competenze specifiche. Per questo, affidarsi a professionisti del settore può essere determinante per riportare su binari di crescita sostenibile l’equilibrio finanziario dell’impresa.

Come abbiamo visto riuscire a gestire l’indebitamento in modo strategico è una capacità fondamentale per ogni impresa. I debiti in generale non sono ne positivi ne negativi, ciò che conta è l’uso che se ne fa e la loro sostenibilità nel tempo.

Anche le soluzioni più complesse, come ristrutturazione o consolidamento dei debiti, se applicate con lungimiranza possono rivelarsi decisive per rilanciare la competitività aziendale nel lungo termine.